Era da tanto che non scrivevo sul mio blog, che iniziai a scrivere un poco per gioco - amando moltissimo scrivere - un pò per parlare di quello che trovavo su internet, sfogliando riviste e in generale informandomi di quello che avviene nel mondo.
Dopo settimane di scrittura intensa durante l'estate, ho dovuto diminuire i post, principalmente a causa degli impegni scolastici (esame di stato), che mi hanno tenuto lontano dal blog per molto.
Ora una stagione è finita. La scorsa settimana si è definitivamente conclusa la mia "carriera" da studente liceale. Ora per me si sono spalancate le porte di un nuovo "mare magnum" chiamato università.
Sto cercando di vagliare tutte le alternative possibili, ma penso che al novanta percento inizierò a frequentare la classe di chimica all'Università degli Studi di Milano. Come tutti sapete (o potete evincere da numerosi post del mio blog), sono un grande appassionato della materia: amo approfondirla, leggere a riguardo e ricercare interessanti applicazioni della stessa. Come forse alcuni sapranno ho anche frequentato uno stage alla "Nerviano Medical Sciences", un'azienda che si occupa di ricerca chimica nel campo dei farmaci antitumorali.
Spero che questa "rinascita" possa aprire per me nuove vie - sempre più interessanti ed avvincenti - dopo cinque bellissimi anni di liceo scientifico, con magari qualche alto e basso, ma che mi ha reso quello che sono ora. Al liceo ho incontrato compagni e amici fantastici, ma soprattutto grandi professori che mi hanno reso appassionato, anche delle discipline che mai avrei pensato affini ai miei gusti.
D'ora in poi mi ripropongo di scrivere con cadenza un poco più regolare, magari alternando l'attualità ad argomenti affini al mio corso di studi, approfondendo ed arricchendo la mia ricerca sull' interessantissimo (a mio parere), variegato mondo della chimica.
P.B.
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lunedì 8 luglio 2013
lunedì 5 settembre 2011
Un elemento al giorno...: Day 4
(5*9)+11+20 = 76
Oggi parliamo dell'Osmio, un metallo di transizione dal colore grigio-blu, con elevate caratteristiche di durezza e una densità fra le più elevate fra gli elementi (al contrario di quello che spesso si crede non sono sempre gli elementi con numero atomico più alto ad avere densità maggiore). Inoltre ha anche il punto di fusione più alto, caratteristica che lo rende ancora più resistente (anche se le applicazioni pratiche sono frenate dal costo elevatissimo per ottenerlo).
Non viene quasi mai usato puro, ma in leghe con metalli affini, come Platino o Iridio. L'uso principale di queste leghe è in oggetti di lusso, come i pennini di penna stilografica (sia per il valore intrinseco che per la resistenza del metallo). Gli ossidi dell'osmio sono usati anche nella rilevazione di impronte digitali, data la loro capacità di legarsi ai lipidi.
Incredibilmente il nome osmio deriva dal Greco "osme", che significa puzza (a causa del forte ododre d'ozono del suo tetrossido); fu scoperto nei primi anni dell '800 per separazione dei componenti di platino e iridio sciolti in acqua regia (miscela composta da un volume di acido nitrico e tre di acido cloridrico).
Gioco: Alla fine di ogni "un elemento del giorno" troverete un gioco divertente: mettero una foto e una caratteristica chimica o fisica di un elemento, voi dovrete commentare scrivendo che sostanza pensiate che sia (attenti alla foto perchè potrebbe contenere dei "messaggi subliminali...").
E' usato nelle lampade a vapori di mercurio...
Oggi parliamo dell'Osmio, un metallo di transizione dal colore grigio-blu, con elevate caratteristiche di durezza e una densità fra le più elevate fra gli elementi (al contrario di quello che spesso si crede non sono sempre gli elementi con numero atomico più alto ad avere densità maggiore). Inoltre ha anche il punto di fusione più alto, caratteristica che lo rende ancora più resistente (anche se le applicazioni pratiche sono frenate dal costo elevatissimo per ottenerlo).
Non viene quasi mai usato puro, ma in leghe con metalli affini, come Platino o Iridio. L'uso principale di queste leghe è in oggetti di lusso, come i pennini di penna stilografica (sia per il valore intrinseco che per la resistenza del metallo). Gli ossidi dell'osmio sono usati anche nella rilevazione di impronte digitali, data la loro capacità di legarsi ai lipidi.
Incredibilmente il nome osmio deriva dal Greco "osme", che significa puzza (a causa del forte ododre d'ozono del suo tetrossido); fu scoperto nei primi anni dell '800 per separazione dei componenti di platino e iridio sciolti in acqua regia (miscela composta da un volume di acido nitrico e tre di acido cloridrico).
Gioco: Alla fine di ogni "un elemento del giorno" troverete un gioco divertente: mettero una foto e una caratteristica chimica o fisica di un elemento, voi dovrete commentare scrivendo che sostanza pensiate che sia (attenti alla foto perchè potrebbe contenere dei "messaggi subliminali...").
E' usato nelle lampade a vapori di mercurio...
domenica 28 agosto 2011
100 anni di neon...
Il neon, gas "nobile", scoperto nel 1898 dal chimico Scozzese William Ramsay e da Morris Travers, in un primo tempo venne bollato come inutile, vista la diffidenza che al tempo si nutriva verso i gas: invisibili ma capaci addirittura di uccidere [1].
Prima di parlare della sua storia descriviamo brevemente la sua "carta d'identità": a temperatura ambiente è gassoso, per liquefarlo sono necessarie temperature al di sotto del -246 °C o pressioni elevate e si presenta incolore. Ma la caratteristica che più appassiona i chimici è relativa alla sua incapacità di formare composti (come d'altra parte tutti i gas nobili, che devono il proprio nome a questa "ritrosia"). Senza addentrarci troppo nella teoria dei legami e nella fisica quantistica: gli elementi tendono a combinarsi per raggiungere una condizione di stabilità detta ottetto [2]; ma i gas nobili lo hanno già raggiunto, quindi non tendono naturalmente a formare composti (che sono rarissimi e rigorosamente prodotti in laboratorio in condizioni controllate).
Terminata questa breve parentesi prettamente chimica: la reputazione del neon inizia a cambiare quando, nel 1911, il fisico e imprenditore transalpino Georges Claude ha la brillante idea di porre il gas in un tubo e di eccitarlo con la corrente elettrica. Il brevetto della sua idea non tarda ad arrivare (novembre dello stesso anno) e ben presto nasce anche l'idea di modellare i tubi per formare lettere e simboli grafici. E' proprio questa idea che nel 20esimo secolo prenderà piede e illuminerà le strade e le piazze delle metropoli americane, grazie alla luce colorata ma allo stesso tempo lontanamente inquietante (quella fredda brillantezza è data dalla presenza di uno sostanza fluorescente).
Ma le belle storie non durano per sempre: con l'avvento della tecnologia LED, in piazze come Times Square, dove i grandi cartelli al neon esercitavano un fascino un pò "retro", rigorosamente visibili solo dopo il tramonto, la tecnologia ritenuta antiquata venne sostituita con grandi pannelli video. Ormai i tubi al neon sono diventati oggetti da collezionisti e sentimentali.
Nonostante ciò è nato un museo a Los Angeles (MONA) interamente dedicato a loro, dove opere famosissime (la Gioconda Leonardesca) vengono ricostruite e reinterpretate con l'uso del neon.
Speriamo che la storia di questo gas un pò snob non finisca in un museo...
Note:
[1] Peter Conrad - Neon: 100 years of the greatest light show on earth - The Observer || http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2011/aug/28/100-years-of-neon
[2] Ci sono due modi per raggiungere l'ottetto (o il duetto per il primo gruppo), formare composti o ioni. Diventare ione significa perdere o guadagnare uno o più elettroni, in modo da raggiungere l'ottetto senza combinarsi.
Prima di parlare della sua storia descriviamo brevemente la sua "carta d'identità": a temperatura ambiente è gassoso, per liquefarlo sono necessarie temperature al di sotto del -246 °C o pressioni elevate e si presenta incolore. Ma la caratteristica che più appassiona i chimici è relativa alla sua incapacità di formare composti (come d'altra parte tutti i gas nobili, che devono il proprio nome a questa "ritrosia"). Senza addentrarci troppo nella teoria dei legami e nella fisica quantistica: gli elementi tendono a combinarsi per raggiungere una condizione di stabilità detta ottetto [2]; ma i gas nobili lo hanno già raggiunto, quindi non tendono naturalmente a formare composti (che sono rarissimi e rigorosamente prodotti in laboratorio in condizioni controllate).
Terminata questa breve parentesi prettamente chimica: la reputazione del neon inizia a cambiare quando, nel 1911, il fisico e imprenditore transalpino Georges Claude ha la brillante idea di porre il gas in un tubo e di eccitarlo con la corrente elettrica. Il brevetto della sua idea non tarda ad arrivare (novembre dello stesso anno) e ben presto nasce anche l'idea di modellare i tubi per formare lettere e simboli grafici. E' proprio questa idea che nel 20esimo secolo prenderà piede e illuminerà le strade e le piazze delle metropoli americane, grazie alla luce colorata ma allo stesso tempo lontanamente inquietante (quella fredda brillantezza è data dalla presenza di uno sostanza fluorescente).
| Times Square di notte |
Nonostante ciò è nato un museo a Los Angeles (MONA) interamente dedicato a loro, dove opere famosissime (la Gioconda Leonardesca) vengono ricostruite e reinterpretate con l'uso del neon.
Speriamo che la storia di questo gas un pò snob non finisca in un museo...
Note:
[1] Peter Conrad - Neon: 100 years of the greatest light show on earth - The Observer || http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2011/aug/28/100-years-of-neon
[2] Ci sono due modi per raggiungere l'ottetto (o il duetto per il primo gruppo), formare composti o ioni. Diventare ione significa perdere o guadagnare uno o più elettroni, in modo da raggiungere l'ottetto senza combinarsi.
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