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domenica 13 novembre 2011

E' finita!!!

"...di questa sorprendente vita quaggiù
e degli strani clown che la controllano"
Lawrence Ferlinghetti , "Usi della Poesia"(1)

Alle ore 21 circa di ieri sera Silvio Berlusconi è salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. C'è chi dice: "è finito un calvario, durato 17 anni e la cui asprezza si è acuita nell'ultima legislatura".
Sono d'accordo, ma secondo me sarebbe riduttivo imputare a una pessima legislatura (cfr. p. 19 del "Venerdì di Repubblica" 4 Novembre 2011) tutti i problemi che l'Italia si trova ad affrontare. Senza affrontare il tema economico - che richiede conoscenze in questo campo, che non tutti posseggono -, mi vorrei soffermare sull'effetto che 17 (o quasi) anni di governo populista hanno avuto sulla mentalità delle persone, cambiando in modo radicale la società odierna.
Perchè si è passati da una TV che proponeva esclusivamente modelli femminili (e maschili...) moralmente integerrimi a soubrette (semi)-nude, che interpretano la parte della "gnocca" - stupida e non pensante-, ma solo oggetto del desiderio dell'uomo, vero re della scena?
Ma semplicemente perchè il degrado morale della politica - a partire dalle fasi conclusive della Prima Repubbica - è penetrato nella "forma mentis" delle persone e l'ha trasformata, rendendo normale la mercificazione del corpo, la tangente, l'aiuto, il nepotismo, l'inganno, il doppio-giochismo.
Almeno facessero come postulava Machiavelli ne "Il Principe"(2): l'uomo al potere, al fine di preservare la pace e scongiuare la guerra civile, può usare tutti i mezzi leciti o immorali a questo fine. Ma nella realtà di oggi questa decadenza dei costumi pubblici (intesi come di coloro che si occupano di politica) non ha portato vantaggi alla società, anzi ha acuito le disuguaglianze e ha gettato discredito su tutta una classe, che senza l'appoggio del popolo non ha la possibilità di governare.
E' per questo che a mio parere si procede con la formazione di un esecutivo "tecnico": il popolo ormai non crede più ad entrambe le fazioni, ha bisogno solo di uomini (e donne) capaci, che possano porre rimedio ai problemi (numerosi) che la nazione si trova ad affrontare.
Ho notato come nell'ultimo anno nei due emicicli si sia parlato più di vicende personali che di leggi, si siano fatte più conte (di parlamentari) che decreti.
Cosa vogliono allora gli elettori? Un gruppo di persone serie, dal comportamento irreprensibile, che abbia la passione per la cosa pubblica - cosa che a Mr. B è sempre mancata, essendo un imprenditore trapiantato in politica per eludere la giustizia -, che possa (almeno tentare) di dare una risposta ai problemi nazionali ed internazionali.
Spero molto che Monti possa assicurare all'Italia - una delle nazioni cardine dell'Unione Europea -, un futuro migliore, sia sul piano economico che su quello della considerazione che gli altri stati hanno di noi.

mercoledì 7 settembre 2011

I Monti Adirondack

Foglie morte sullo specchio di Lake Placid
Vorrei partire a parlare dalle immagini che troverete in questa pagina, scattante nella quasi totalità dal fotografo di National Geographic Michael Meldford. Sono foto di una bellezza incredibile, che fanno capire quanto la natura sia bella. Queste sono state scattate nell'Adirondack National Park, nello stato di New York. Nonostante io personalemnte in Italia non abbia mai sentito parlare di qeusto parco, mi sono molto incuriosito e ho iniziato a ricercare, partendo dalla rivita sopracitata, informazioni interessanti e anche qualche altro scatto mozzafiato.
"... ci si ritrova circondati da muri di alberi alti e scuri (pecci rossi, abeti balsamici, faggi, abeti canadesi), salvo poi accorgersi improvvisamente di un'ostinata presenza rocciosa." National Geographic Italia - Settembre 2011 - pagina 89
L'autunno illumina il parco dei colori del sole, che contrastano con l'azzurro degli specchi d'acqua.
 I monti dell'Adirondack sono situati all'interno dell'omonimo parco, che ricopre quasi 25 mila chilometri quadrati, un'area veramente immensa, che è più grande di numerosi parchi statunitensi messi insieme (fra cui Yellowstone) e del Vermont.
L'inverno porta neve e affievolisce tutti i colori, dalle tonalità pastello
Fino alla decimazione da parte degli europei, gran parte del territorio era dei Mohawk, una tribù sedentaria, che furono costretti ad emigrare in Canada. Nel 1895 si decise di porre fine all'erosione che interessava i massici dell'Adirondack a causa della deforestazione, preservando le numerose varietà vegetali presenti. Dobbiamo pensare alla zona non come è oggi, ossia una foresta quasi vergine e incredibilmente rigogliosa, ma come un luogo dove si praticava il disboscamento per alimentare la richiesta del settore siderurgico che si insediò sulle rive degli affluenti dell'Hudson (il fiume che bagna New York City). Senza la saggia decisione di istituire un parco nazionale, quasi sicuramente questa sarebbe diventata una zona totalmente senza alberi, magari con caratteristiche semidesertiche.
Attualmente il parco ospita numerossisime specie di flora e fauna (53 di mammiferi), che vengono gradualmente reintrodotte.
La cosa che più mi ha colpito di questo luogo è l'effetto delle stagioni sui colori, che variano in modo incredibile. In particolare l'autunno, con i suoi colori caldi, porta un'atmosfera quasi magica; come l'inverno, dove neve e nebbia dominano il paesaggio, che pare uscito da una fiaba d'altri tempi.